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La psicosomatica: il corpo che parla

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La psicosomatica: il corpo che parla

La psicosomatica: che cosa è?

La psicosomatica è la disciplina che studia la malattia in termini di multifattorialità e complessità: nella malattia (come nella salute) entrano in gioco sempre diversi fattori biomedici e psicosociali che, a seconda delle caratteristiche uniche della persona (tratti di personalità e comportamenti), hanno influenze e pesi differenti.
Secondo questa visione, la malattia è una condizione che riguarda sia il corpo (Soma) che la mente (Psiche) intesi come unità inscindibile.

I disturbi piscosomatici

I disturbi psicosomatici coinvolgono il sistema nervoso autonomo e forniscono una risposta vegetativa a situazioni di disagio psichico o di stress.
Il malessere non è solo una manifestazione fisiologica della malattia, ha anche un aspetto emotivo che l’accompagna.

Chi soffre di malattie psicosomatiche prova dolore, nausea o altri sintomi fisici, senza però una causa fisiologica che possa essere diagnosticata.
Le malattie psicosomatiche sono proprio quei disturbi che prendono vita non dal fisico, ma dalla mente, sollecitata dallo stress, dall’ansia e da qualunque disagio psicologico.
Il corpo diventa il perfetto strumento di comunicazione di uno stato di sofferenza mentale o di disagio psichico.

La somatizzazione

Pensieri, emozioni ed esperienze hanno sempre un correlato biologico nell’uomo.
La somatizzazione è il processo alla base del disturbo psicosomatico. Infatti, con tale termine si intende il meccanismo che permette di trasformare i processi psichici in somatici, coinvolgendo il sistema endocrino ed immunitario.

Il ruolo del cortisolo e dello stress

All’origine dei disturbi psicosomatici c’è un meccanismo biologico particolare, legato all’azione del cortisolo, ovvero dell’ormone rilasciato in situazioni di forte stress e paura.
La sua funzione adattiva, sin dalla preistoria, è quella di mettere in allerta il corpo, mantenendo vigile il cervello, facendo in modo che il cuore invii più sangue in circolo e facendo aumentare la pressione, così da avere una buona ossigenazione del cervello e dei muscoli qualora sia necessario scappare.
Il problema è che noi abbiamo un cervello programmato per reagire a stress contingenti acuti, ma non abituato a gestire stress cronici.
In altre parole, il rilascio continuo di cortisolo finisce per usurare gli organi e per determinare disturbi di vario tipo.
Se pensiamo infatti ai meccanismi innescati dal rilascio di questo ormone è facile immaginare che esito possano avere alla lunga: la contrazione muscolare prolungata può dare origine a dolori e cefalee muscolo-tensive, ma anche a una riduzione della forza e a stanchezza cronica.
Immaginiamo, ad esempio, una situazione tipica in cui potrebbe verificarsi un disturbo psicosomatico: una rabbia non espressa, inibita, potrebbe essere gestita canalizzandola sul corpo attraverso un meccanismo di somatizzazione, producendo in questo modo un sintomo organico come il mal di testa ricorrente.

Le malattie psicosomatiche più comuni

I disturbi psicosomatici si possono presentare praticamente a carico di tutti gli organi e apparati del corpo umano.
Si può sospettare l’esistenza di un disturbo psicosomatico quando i fattori psicologici e gli stili comportamentali hanno un peso importante in rapporto alla condizione clinica.

I disturbi psicosomatici possono coinvolgere:

  • l’apparato gastrointestinale: gastrite, colite ulcerosa, ulcera peptica, colon irritabile
  • l’apparato cardiocircolatorio: tachicardia, aritmie, cardiopatia ischemica, ipertensione arteriosa
  • l’apparato respiratorio: asma bronchiale
  • l’apparato urogenitale: dolori mestruali, impotenza, eiaculazione precoce o anorgasmia, enuresi
  • la cute: la psoriasi, l’acne, la dermatite atopica, il prurito, l’orticaria, la secchezza delle mucose, la sudorazione
  • il sistema muscolo-scheletrico: cefalea tensiva, crampi muscolari, torcicollo, mialgia e fibromialgia.

Il processo di consapevolezza: prevenire e curare

All’origine dei disturbi psicosomatici troviamo la mancanza di consapevolezza di quelli che sono gli stati d’animo negativi da cui scaturiscono i sintomi.
La persona che somatizza è più concentrata sul proprio corpo che sul proprio stato emotivo.

Il processo di consapevolezza, invece, permetterebbe al cervello di rendersi conto di quanto sta accadendo e di mettere in circolo delle sostanze benefiche che generano sensazioni ed emozioni positive.
Acquisire consapevolezza di quanto stiamo provando è dunque la chiave di volta per arginare i sintomi.
Prestare attenzione al dialogo interno, ovvero a quell’insieme di considerazioni, affermazioni e giudizi che ognuno di noi rivolge a sé stesso.

Spesso le somatizzazioni e l’ansia hanno origine proprio dai pensieri negativi che rivolgiamo a noi stessi: modificare questo approccio è dunque importantissimo.
L’obiettivo deve essere quello di diventare degli auto-motivatori, sostituendo i pensieri e i giudizi negativi con affermazioni positive.

Le tecniche di rilassamento per curare i disturbi psicosomatici

Sono molti i tipi di cura che suggerisce la psicosomatica, ma tutti sono accomunati dall’individuare nel difettoso equilibrio mente-corpo l’origine della malattia. Ne consegue che tutte le tecniche di cura sono tese al miglioramento di tale equilibrio.

A questo punto è indispensabile una precisazione: se siamo afflitti da una malattia (soprattutto se a un livello avanzato) è necessario seguire le indicazioni della Medicina. Non riconoscerne le potenzialità e la valenza per la propria sopravvivenza significherebbe commettere un grave errore di presunzione e una negazione della gravità della propria situazione.

Una volta stabilito che si tratta di sintomi psicosomatici, per tornare a stare bene è possibile intervenire con diverse tecniche, finalizzate a rilassare il corpo, liberare la mente dai pensieri negativi e persino ridurre il dolore.

Le persone che somatizzano tendono a focalizzarsi sul sintomo doloroso. Imparare le tecniche di rilassamento può essere utile per tornare a percepire il corpo come una fonte di benessere e non come una fonte di sofferenza.

Per gestire i disturbi psicosomatici anche le tecniche di rilassamento mentale come meditazione, Training Autogeno e tecniche di Grounding mentale possono fare la differenza.
Lo scopo deve essere quello di interrompere i pensieri stressanti che danno origine alle manifestazioni somatiche.

Perle di salute – La Terapia della Risata

Chi soffre di stress, o si sente un po’ depresso, può avventurarsi e sottoporsi alla Terapia della risata: non ci sono effetti collaterali e neppure controindicazioni!
La risata ha un potente effetto anti-stress perché aiuta a liberarci dagli atteggiamenti mentali chiusi, razionali e statici.
Non solo, la risata riduce i livelli di sostanze come il cortisolo, che vengono liberate in caso di stress, e stimola la produzione di endorfine, con un effetto benefico sul nostro corpo.

Chi ha provato la Terapia della risata ha potuto riscontrare un deciso miglioramento delle funzioni respiratorie e delle funzioni addominali, un aumento di autostima e una netta intensificazione delle relazioni sociali piacevoli.

Chi segue la Terapia della risata da anni, sostiene che rinforzi il sistema immunitario e combatta l’arteriosclerosi, aiutando anche in caso di problemi cardiaci.

Ridere non fa miracoli, ma senza dubbio non nuoce. I risultati ottenuti con questa terapia sono sempre più apprezzati e richiamano sempre di più l’attenzione anche dei più scettici.

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